Si tratta della prima opera nota col soggetto dell’Ultima Cena realizzata da una donna, ma anche di un dipinto di dimensioni del tutto insolite per un’autrice femminile. Inoltre, è il prodotto di una vera e propria bottega pittorica, sul modello di quelle tanto diffuse nella Firenze rinascimentale: Plautilla l’aveva creata, con notevole iniziativa imprenditoriale, all’interno dell’unico luogo in cui le era stato concesso di svolgere la propria vita, il convento di Santa Caterina di Cafaggio. La pittrice aveva coinvolto alcune consorelle e realizzato opere destinate non solo a persone del loro convento, ma anche per commissioni esterne, fossero queste di nobili fiorentini che chiedevano piccoli dipinti per la devozione privata, oppure conventi domenicani toscani e non. Questa attività era tanto ben gestita che permise alle suore di far raggiungere al convento l’indipendenza economica, cosa davvero singolare per l’epoca. A Plautilla si attribuiscono con sicurezza, oltre alla nostra Ultima Cena, anche un Compianto su Cristo morto, sempre per il suo convento di Cafaggio, ora conservato nel Museo di San Marco a Firenze, e una Pentecoste destinata al convento domenicano di San Domenico a Perugia e tuttora lì conservata. Inoltre, le si attribuiscono due lunette nel Cenacolo di San Salvi con Santa Caterina da Siena e San Domenico, il ritratto della domenicana Santa Caterina de’ Ricci, una Annunciazione ora presso la Galleria degli Uffizi. L’attività di Plautilla Nelli si svolse a partire dalla metà circa del Cinquecento e nella seconda metà del secolo, ma la pittrice, da dietro le mura del suo convento non poté assistere al mutare del gusto artistico dal Rinascimento al Manierismo: Plautilla restò fedele alla tradizione della “Scuola di San Marco”, che si era sviluppata all’inizio del XVI secolo presso il secondo convento domenicano di Firenze e attorno al suo più famoso predicatore, fra’ Girolamo Savonarola. Qui, dove aveva vissuto e dipinto nel XV secolo il Beato Angelico, lavorarono importanti pittori come Andrea del Sarto, Mariotto Albertinelli, Lorenzo di Credi e soprattutto Fra’ Bartolomeo, figura molto importante per la formazione di Plautilla, che ammirò e studiò le sue opere e possedette suoi disegni. Naturalmente l’osservazione delle opere di pittori che avevano lavorato per i domenicani e per lo stesso convento di Cafaggio fu fondamentale per la formazione del linguaggio artistico di Plautilla, ma pare che la giovane suora si fosse potuta giovare all’interno del suo convento dell’attività di disegnatrice di Suor Maria Cleofe di Lorenzo. In generale, però, Plautilla fu un’autodidatta di grandissime capacità, che le permisero di raggiungere risultati professionalmente elevati nonostante la mancanza di una vera e propria formazione di bottega. Come già notava Vasari, una peculiarità dell’Ultima Cena di Plautilla è la femminilità delle grandi figure degli Apostoli, per i quali forse la suora prese spunto dai volti e dagli atteggiamenti delle sue consorelle, del resto le uniche persone che potesse vedere ogni giorno.
 |
| Ultima Cena (particolare) |
Plautilla doveva avere comunque a disposizione una qualche riproduzione del Cenacolo di Leonardo a Milano, perché è proprio da questo modello illustre che la suora riprende il dinamismo e le reazioni diversificate e vivaci degli Apostoli, che tuttavia appaiono stemperati da una sensibilità più intima, che ben si esprime nell’atteggiamento di sereno trasporto del san Giovanni che poggia il capo sul petto di Cristo e assapora a occhi chiusi la dolcezza della reciproca comprensione e vicinanza. In copertina: l’opera prima e dopo il restauro (particolare). Ringraziamo per le informazioni Nicoletta Matteuzzi — storica dell’arte presso la sovraintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Arezzo e Grosseto — e questi i suoi consigli per saperne di più: G. Pierattini, Suor Plautilla Nelli pittrice domenicana, Firenze 1938. A. Muzzi, Suor Plautilla Nelli, in L’età di Savonarola. Fra Bartolomeo e la scuola di San Marco, catalogo della mostra (Firenze 1996), a cura di S. Padovani, Firenze-Venezia 1996. C. King, Plautilla Nelli, in Dictionary of Womem Artists, 1997. Suor Plautilla Nelli (1523-1588): the first woman painter of Florence, a cura di J.K. Nelson, Fiesole 1998. Plautilla Nelli (1524-1588): the painter-prioress of Renaissance Florence, a cura di J.K. Nelson, Florence 2008. Orate pro pictora: nuove opere restaurate di Suor Plautilla Nelli, la prima donna pittrice di Firenze, a cura di F. Navarro, Prato 2009. A. Muzzi, Nelli, Pulissena Margherita, in Dizionario Biografico degli Italiani, LXXVIII, Roma 2013. R. Cobianchi, Printing a new saint. woodcut production and canonization of saints on Late Medieval Italy, in The saint between manuscript and print 1400-1600, a cura di A.K. Frazier, Toronto 2015. Plautilla Nelli: arte e devozione sulle orme di Savonarola (art and devotion in Savonarolaʼs footsteps), a cura di F. Navarro, Livorno 2017. Visible: Plautilla Nelli e la sua Ultima Cena restaurata, a cura di L. Falcone, Firenze 2019.